RIMETTIAMO AL MONDO L’ITALIA: IL CONGEDO DI PATERNITÀ

Da che mondo è mondo i figli si fanno in due.
Ma tra un mondo e l’altro c’è qualche differenza.

In Italia la legge 53/2000 prevede per i padri un congedo facoltativo con il 30% della retribuzione. La coppia ha a disposizione in tutto 10 mesi di congedo facoltativo, che arrivano a 11 se l’uomo ne prende almeno tre. Ma chi può permettersi di perdere il 70% del salario per tre mesi, e per giunta con un figlio piccolo?
In Italia il congedo facoltativo di paternità esclude gli uomini dalla crescita del bambino, trasformando il congedo obbligatorio di maternità in un handicap per le donne sul mercato del lavoro.
La parità fra i sessi cancellata in un colpo solo.

In Germania il governo Merkel ha scelto di andare verso una più equa distribuzione del lavoro di cura con l’introduzione di un congedo di due mesi per i padri da aggiungere al congedo parentale fruito dalla madre.
In Olanda, paese caratterizzato da elevatissima diffusione del part-time, a partire dal 2000 il governo ha cercato di orientare le scelte dei genitori in direzione di un modello di coppia più egualitario con due lavori a ¾ di tempo.
L’Unione Europea lo scorso 8 marzo ha approvato la direttiva 2010/18/UE che richiede agli Stati di provvedere un mese di congedo parentale per il padre non cedibile. Nell’ottobre 2010 è passata al Parlamento Europeo la proposta di direttiva che prevede quindici giorni di congedo obbligatorio per il padre, retribuito al 100% del salario, a carico della fiscalità generale e non di un fondo contributivo.

A noi piacerebbe che l’ltalia anticipasse questa direttiva istituendo
il congedo obbligatorio per i padri retribuito al 100% a carico della fiscalità generale.

Vogliamo condividere gioie e fatiche di figli & lavoro:
RIMETTIAMOCI AL MONDO, TUTTI.


8 commenti on “RIMETTIAMO AL MONDO L’ITALIA: IL CONGEDO DI PATERNITÀ”

  1. Maddalena ha detto:

    Appare necessario legiferare nuovamente in tema di congedo parentale, dando applicazione alla direttiva eutopea,perchè così si consentirebbe non solo una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, ma si permetterebbe di pronunciare insieme “conciliazione” e “condivisione”: la conciliazione, che riguarda la maternità in senso stretto, e la condivisione, che chiama in causa entrambi i genitori. Di fronte al dato statistico che attesta al 6% la percentuale dei padri che richiedono il congedo parentale, occorre introdurne la obbligatorietà, per modificare in Italia la cultura della genitorialità e consentire in tal modo una maggiore e migliore partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Tutto ciò, soprattutto, alla luce della recente risoluzione del Parlamento europeo, approvata nell’ottobre scorso, che prevede una nuova normativa al riguardo: congedo obbligatorio di due settimane per i padri, salario al 100% durante il periodo, maggiori garanzie per il recupero completo delle posizioni precedenti al rientro al lavoro, promozione di maggiore flessibilità per i neogenitori. Tali misure, se adottate pure in Italia, corispondono al principio della genitorialità responsabile e della condivisione del lavoro di cura tra uomini e donne e rispondono, oltremodo, alla necessità di consentire la permanenza nel mercato femminile del lavoro.

  2. Selene G. ha detto:

    Speriamo che una legge come quella qui prospettata non solo venga davvero approvata, ma funzioni anche da traino per una modernizzazione della concezione della famiglia in Italia. Perchè, purtroppo, spesso ciò che impedisce ai neopapà di prendersi un giusto congedo è soprattutto l’obsolenta convinzione che occuparsi dei bambini sia compito principale delle donne. Peggio è quando sono le stesse donne a pensarlo.
    Si sente l’esigenza di una legge veramente equa, dunque, sia per il benessere materiale delle famiglie, sia, e soprattutto, per avviare la tanto attesa rivoluzione culturale.

  3. Credo che Selene abbia rfaggiunto il “nocciulo” della questione: il primo, autentico, devastante pregiudizio è che la donna debba (e sappia meglio dell’uomo) occuparsi dei figli. In Italia sopratutto, paghiamo il prezzo che la maternità è “religione di Stato”…
    Ci sono già dei papà pronti a condividere gioie e dolori dei figli e a partecipare attivamente alla vita familiare e molti hanno già iniziato.
    La rivoluzione culturale però è nelle mani delle donne che dovranno trovare il coraggio di “abdicare” all’unico ruolo che viene loro riconosciuto e tutelato: la maternità (sacra ed inviolabile).
    Ammetto che in cambio non c’è ancora nessuna certezza che vi verranno concessi migliori condizioni e posizioni nel mondo del lavoro 😉

  4. Matteo Morresi ha detto:

    Si sa notizie se in camera è aperto un dibattito sul congedo obbligatorio per il padre?

  5. Dei molti disegni di legge presentati (l’ultimo è del 6 gennaio 2010) solo alcuni sono stati assegnati ai lavori delle Commissioni parlamentari. Allo stato attuale, non mi sembra che in calendario ci sia alcuna discussione prevista.

  6. […] RIMETTIAMO AL MONDO L’ITALIA: IL CONGEDO DI PATERNITÀ […]

  7. […] RIMETTIAMO AL MONDO L’ITALIA: IL CONGEDO DI PATERNITÀ […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...