Chiusura del punto nascite a Domodossola, avviata la protesta

Riceviamo da Agnese Rizzi e pubblichiamo:

La presente e’ a nome dei tre comitati spontanei (comitato mamme ossolane, insieme per un dono e SOS Ossola) e di tutta la popolazione delle Valli dell’Ossola in presidio permanente presso il municipio di Domodossola ed e’ finalizzata alla richiesta di un vostro intervento di aiuto.

Cronistoria:

Dal settembre 2002 la struttura ospedaliera complessa di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale San Biagio di Domodossola è stata trasformata in Punto Nascita;

la sua trasformazione ha determinato l’applicazione di alcuni protocolli di sicurezza sempre rispettati tanto che a fronte dei 500 parti/anno rispettivamente a Domodossola e Verbania si é giunti ora ai 400 parti/anno a Domodossola e 600 parti/anno a Verbania;

nonostante questi protocolli restrittivi che prevedono esclusivamente l’espletamento di parti con età gestazionale superiore alle 36 settimane e con peso stimato del feto superiore a 2.500 g., il Punto Nascite di Domodossola è sempre un riferimento per la popolazione ossolana che di fatto è residente nell’area più marginale della nostra provincia.

  • Nella nota prot. N° 45770 del 7.7.11 a firma del Direttore Sanitario Aziendale dr. Sandrini congiuntamente al Commissario dr Cattrini ed il conseguente disposto del Direttore di Macrostruttura Ospedale Unico Plurisede dr. Garufi di pari data viene chiesto di “procedere alla sospensione delle attività di degenza di Ostetricia.Ginecologia presso il Presidio di Domodossola a partire dalle ore 8.00 di lunedì 11 luglio e sino al 30 settembre 2011” a causa del venir meno delle condizioni di sicurezza per carenza del personale medico dovuta a motivi legati a turn-over e ferie dello stesso.

Il medesimo disposto, sempre in ambito di sicurezza, afferma che dall’11 luglio sarà istituita presso il presidio ospedaliero di Domodossola una guardia attiva ginecologica-ostetrica dalle ore 8 alle ore 16 ed in regime di reperibilità dalle 16 alle 8 e dalle 8 alle 8 del giorno dopo nei giorni festivi;

Le disposizioni Ministeriali vigenti prevedono che i Punti Nascite italiani debbano avere almeno 1000 parti all’anno.  Attualmente, secondo il Ministero alla Salute, nel 30% degli ospedali italiani avvengono meno di 500 parti/anno.

Per quanto concerne il Piemonte i Punti Nascita sono 32 e tra questi 17 hanno meno di 1000 parti; tra i 17 Punti Nascita con meno di 1000 parti molti sono in pianura e posizionati a pochi km di distanza da altri Punti Nascita (Vercelli da Novara; Bra da Alba; Borgosesia da Borgomanero; Rivoli da Torino; Ivrea da Chivasso; Carmagnola da Moncalieri; Tortona da Alessandria). Nel quadrante Sanitario del Sud-Ovest di Alessandria-Asti i Punti Nascita con meno o circa 500 parti sono quattro (Novi Ligure, Acqui Terme, Tortona e Casale Monferrato).

L’unico Punto Nascite che si prevede di chiudere e’ quello dell’Ospedale San Biagio di Domodossola.Il Ministero della Salute ha, comunque, aggiunto nel dispositivo che i Punti Nascita con meno di 500 parti/anno possono restare operativi se collocati in aree con difficoltà oro-geografiche.

E’ innegabile che l’Ossola sia un’area di indiscutibile difficoltà oro-geografica e che le disposizioni transitorie di cui sopra possano evidenziare gravi problemi di sicurezza nell’assistenza alle partorienti nei mesi di prevista chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale San Biagio di Domodossola .

Siamo convinti ora più che mai che l’unica soluzione definitiva al problema sia il ripristino della situazione ante 2002 con la piena operatività di un ‘area materno-infantile in grado di assistere tutti casi di parto provenienti dall’Ossola e tutte le problematiche relative all’assistenza ginecologica e pediatrica della popolazione Ossolana.

Alla data odierna la situazione e’ la seguente:

nonostante l’incontro avuto dalle mamme e dai rappresentanti dei comitati e cittadini aderenti al presidio con il Direttore Generale della sanita’ regionale dott Monferrino il quale rassicurava di impegnarsi a migliorare la gestione dell’urgenza e a garantire la riapertura del punto nascita, la risultanza dei fatti e’ che ad oggi niente e’ cambiato.

Questo piano ci espone al rischio di non potere gestire le emergenze. La gravidanza e’ un evento fisiologico, ma può diventare emergenza in breve tempo. pochi minuti  possono essere fondamentali per mamma e bambino.

Ci affidiamo alla vostra solidarieta’ e sensibilita’  affinche’ abbracciate il nostro grido di aiuto.


6 commenti on “Chiusura del punto nascite a Domodossola, avviata la protesta”

  1. Antonio Caputo ha detto:

    Sapete che esiste, Autorita’ pubblica di garanzia rivolta alla tutela e protezione dei ditritti findamentali delle persone e per il buon andamento delle Amministrazioni, il DIFENSORE CIVICO?
    In Piemonte sta in Via Dellala 8 Torinoi (10129)
    difensore civico@consiglioregionale.piemonte.it tel. 0115757387
    Sollecitare il Suo intervento e’ facile

  2. LUCIANA BARUFFALDI ha detto:

    Trovo importante che le donne che hanno sostenuto Cota nella Regione Piemonte
    siano direttamente coinvolte in questo problema “femminile”che colpisce direttamente le loro valli, territori importanti come bacino di voti.O forse
    la maternità non è un problema che interessa al celodurismo leghista?

  3. redenta ha detto:

    Convincente e documentato il testo.
    E’ necessario il grido così assordante da pretendere risposta.
    L’esercizio dei diritti non deve essere condizionato da un numero minimo sufficiente di situazioni che li richiedono. E’ assurdo che l’abitare possa discriminare così come avviene per il diritto allo studio. Basta chiedere! La nostra logica é vivere.

  4. patrizia ha detto:

    Causa gioco politico viene meno il diritto sancito dalla costituzione di essere curato. Cota ha bloccato le nuove assunzioni sapendo di mettere in seria criticità il reparto di Ostetricia-Gincologia: martedì 12 u.s. donna con contrazioni regolari trasportata all’ospedale più vicino (VERBANIA) con ambulanza ma senza medico perché il piano d’urgenza fa acqua da tutte le parti…. e se ci fosse stato un imprevisto la futura mamma contro chi avrebbe dovuto puntare il dito????

  5. maria ha detto:

    Perchè chiudere un reparto d’urgenza come la maternità e lasciare aperti altri reparti dove non si rischia la vita? Il parto e la nascita sono eventi naturali ma con frequenti complicazioni, il bacino dell’Ossola è geograficamente ampio e complesso da non dover permetterne la chiusura.

  6. Rita ha detto:

    Vivo a Novara e ,fortunatamente, ho partorito i miei figli a poca distanza da casa. Mi chiedo come possa una donna di Baceno o di Varzo affrontare un viaggio fino a Verbania per avere la sua creatura. Spero che il reparto di Ginecologia-ostetricia del San Biagio non venga chiuso. Se si farà una raccolta di firme o altre iniziative contro la chiusura sarò lieta di aderire. Coraggio!


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