Le donne in piazza sfidano il governo

«FUTURO SCIPPATO»

di Gaia Manzini su l’Unità 15 luglio 2011

Dentro si discute la manovra finanziaria. Fuori le donne gridano: «Non fatevi scippare il futuro». C’è un po’ d’aria oggi, si respira. «Ancora per un po’», aggiunge una ragazza dietro di me. Ci sono le donne di Se Non Ora Quando e di Pari o Dispare. C’è Valeria Fedeli. E poi Emma Bonino, Titti Di Salvo, Flavia Perina. Arriva anche Maria Lisa Rodano, novant’anni. Le donne erano già scese in piazza il 6 luglio, perché quattro sono i miliardi che verranno risparmiati grazie all’innalzamento dell’età pensionabile delle donne. Il così detto “tesoretto”. Soldi da destinare in favore di welfare e conciliazione. Invece… Invece, parodiando, pare che Sacconi abbia preparato il remake di «Prendi i soldi e scappa». E il risultato è il “welfare all’italiana”, dice Emma Bonino, che si fa camminando all’indietro. Come gamberi, penso. O meglio “gambere”, che è meglio che non lavorino e tornino a casa. «Non ci stiamo più!» grida Di Salvo. Le donne, qui fuori, protestano anche perché per esiziale analogia alla sottrazione si aggiungono i tagli.

Verranno approvati oggi insieme alla manovra. “Taglio”, tanto per rimanere nell’idioletto femminile, come quello degli abiti: col risultato che in braghe di tela ci rimarranno le famiglie. Addio agevolazioni fiscali per spese mediche, asili nido e istruzione. Tanto per fare un esempio: l’amniocentesi gratuita per le donne sopra i 35 anni, a breve sarà a pagamento. Oggi, dentro, si decide tutto. Si parla della manovra. Come se ci si esercitasse alla velocità di mano prima dell’atto vero e proprio. La manovra con cui ci si prepara allo scippo. Ci sono le donne, non tante perché molte sono partite. E c’è anche Barbara Spinelli. Non qui. A New York, in contemporanea, a presentare il rapporto ombra sulla disuguaglianza di genere in Italia, in margine alla Convenzione Cedaw (Committee on the Elimination of Discrimination against Women). Già, è bene ridirlo: c’è discriminazione in Italia. Mi chiedo: cosa dirò a mia figlia, quando confesserà che vuole fare l’ingegnere, o l’architetto, o… Cosa le consiglierò? Sarò in grado di non far trasparire la mia disillusione? Fuori ci sono donne di età diversa. Sudate, piene di energia. C’è n’è anche qualcuna come me: di quelle che sonnecchiano e si svegliano all’ultimo. Che hanno sempre avuto un insano ottimismo e si sono accorte solo al primo figliodi essere donne. E solo adesso, superati i trenta, si rendono conto che qui, in Italia, è una fregatura. «Finanziaria misogina». Lo slogan nel megafono è perfetto. Ci scippano il futuro. Lo scippo per sua natura non può essere perpetrato che ai danni di una donna. Almeno nella maggior parte dei casi. Crimine misogino. Allora cosa fai? Ti aggrappi più forte alla tracolla della borsa. Ti aggrappi, perché la cosa che più spaventa non è tanto la sottrazione di portafoglio e oggetti personali, quanto l’impatto con lo scippatore. Cadere, romperti qualcosa. E rimanere immobilizzata a causa di un arto fratturato o dello spavento. E’ qui il punto. La paralisi. Non sono un’esperta di leggi, preferisco le visualizzazioni immediate e allora le politiche sociali me le sono sempre figurate così: un’amplificazione dei sensi e un potenziamento degli arti. Lo Stato dà i superpoteri. Ti aiuta a fare quello che non puoi fare da solo.
(Lo ammetto: ho sempre amato la fantascienza…). In caso contrario è come essere colpiti da paralisi motoria. Le donne non devono fermarsi, dice qualcuna. Ma come?


8 commenti on “Le donne in piazza sfidano il governo”

  1. maria ha detto:

    Le donne erano pochissime ieri fuori del parlamento, ma non crredo che il motivo sia perchè sono partite.
    Le donne non c’erano perchè la comunicazione non ha funzionato, forse doveva essere lanciata da Siena con maggiore determinazione.
    Invece la comunicazione c’è stata solo sulla rete e tra l’altro l’appuntamento era quasi contemporaneo alla riunione che ci doveva essere del SNOQ di Roma che poi è stata anticipata.

    Quindi un pò di confusione e la notizia non è proprio giunta a destinazione.
    La rete è un mezzo molto efficace ma a volte non sufficiente.

    • gagno sonia ha detto:

      Sonia 55 anni treviso artigiana

      Ero aSiena ho trovato una rinnovata consapevolezza ma non basta,
      dobbimo aiutare tutte le donne a capire e poi c è sempre il problema;
      conciliare i tempi. la rete non basta ci vuole incontro di corpi
      trovare nuove visibilità tipo lo sciopero della spesa nazonale cosi
      si coinvolgono direttamente le persone che ci sono vicine.

  2. loredana ha detto:

    Abbiamo creati, il 13 febbraio, quakche cosa di nuovo, mai visto prima. Un movimento trasversale contro i soprusi. Ora vediamo “gli indignatos” spagnoli, greci, e quelli di Parma, altro grandde esempio di senso civico che andrebbe appoggiato. E noi cosa apettiamo? Stanno togliendoci anche l’aria che respiriamo: rincaro dellabenzina, tagli nella futura dichiarazione dei redditi; ridurranno la parte sui rimborsi sanitari che si portano in detrazione, riduzione della parte di mutuo da portare i. Detrazione, ticket sanitario .. In questa maniera continuano a far pagare la crisi solo a noi, aumentando sEmpre più’il gap ta chi diventa sempre piuk povero e chi si sta arricchendo con evasione fiscale ed attivita’ illecite! Dico basta, Cominciamo a chiamare le persone per bene in piazza! Non lasciamoci fare tutto questo in sikenzio. Agiamo in maniera forte contro una classe politica che pensa solo agli interessi personali. Non hanno nemmeno avuto il coraggio di fare una azione simbolica contro i loro privilegi enormi. Siamo l’unico movimento credibile, fuori dalle logiche di partito. Facciamoci sentire e facciamoci vedere! E facciamolo subito!

  3. Rossana da Napoli ha detto:

    Si è stata sciupata veramente l’occasione di Siena per lanciare un flash mob forte in tutt’Italia in contemporanea con la manifestazione a Roma. A Siena c’era tutta la rete ed eravamo cariche e motivate, avrebbe potuto funzionare

  4. alfredopetrone ha detto:

    necessario diventare un protagonista della vita Italiana. ma per niente facile.Il movimento delle donne,dovrebbe produrre articolate proposte nei settori più importanti della vita sociale,Il movimento se si radica nell’opinione pubblica può stabilire anche rapporti con l’UE che ben conosce la situazione distrastrosa dell’Italia.Importznte innanzitutto lavorare in italia sensibilizzando al massimo l’opinione pubblica ivi compresi associazioni e strutture sociali.Devono essere stabilito rapporti non con o partiti che non godono più buona salute ma con cittadini ed associazioni

  5. redenta ha detto:

    E’ necessario approfondire nelle sue più svariate implicanze del corpo a corpo il gesto dello scippo. Chissà che riusciamo a dare un volto allo scippatore in modo da con-segnarlo in base alle nostre leggi, quelle della pienezza del vivere

  6. Redenta Tomaello ha detto:

    é necessario esplicitare le più varie implicanze del corpo a corpo nello scippo. Chissà che ci riesca di dare un volto allo scippatore di turno in modo da con-segnarlo alle nostre leggi, quelle del vivere in pienezza ora

  7. Gabriella ha detto:

    Sacrosanto: “Lo Stato dà i superpoteri, ti aiuta a fare quello che non puoi fare da solo ” – gli ospedali, le scuole, le strade, i musei… Quando finalmente lo capiremo tutti? Quando finalmente capiremo che lo Stato siamo noi, che chi evade le tasse deruba noi, sottraendo risorse al welfare, ai servizi, al futuro?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...