CEDAW, pubblicate le raccomandazioni dell’ONU: in Italia donne rappresentate come oggetti sessuali

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa:

 La piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”: “Il Governo ascolti le raccomandazioni del Comitato ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna”

 Roma, 3 agosto 2011 – In Italia le donne sono rappresentate come oggetti sessuali. Questa una delle principali critiche sollevate all’Italia dal Comitato delle Nazioni Unite che ha il compito di monitorare l’attuazione della Convenzione ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) negli Stati che l’hanno ratificata.

“Ci auguriamo che il Governo ascolti le raccomandazioni del Comitato ONU”, affermano le attiviste della piattaforma Lavori in corsa: 30 anni CEDAW, che hanno presentato alle Nazioni Unite un ‘Rapporto ombra’ sullo stato di attuazione della Convenzione in Italia. “La nostra Piattaforma si impegna fin d’ora a monitorare l’operato del Governo nel dare seguito alle raccomandazioni che gli sono state rivolte”.

Secondo le Nazioni Unite, in Italia persistono profondi stereotipi che hanno un impatto schiacciante sul ruolo della donna e sulle responsabilità che essa ha nella società e in famiglia. Complici le dichiarazioni pubbliche dei politici, che non fanno altro che incrementare tale profondo dislivello tra i sessi.

Tali stereotipi pongono le donne in una situazione di svantaggio, incidendo negativamente sulle scelte degli studi e della professione che esse vogliono intraprendere e diminuendo le possibilità di accesso ai “piani alti” del mercato del lavoro, della vita politica e del ‘decision-making’.

Altro capitolo è quello delle violenza contro le donne. Nonostante la nota positiva per l’adozione della legge 11/2009 che introduce il crimine di stalking, il Comitato esprime la propria preoccupazione per l’alto numero di violenze perpetrate su donne e bambine, per la mancanza di dati sulle violenze contro immigrate, Rom e Sinti e per la persistenza di attitudini socio-culturali che “condonano” la violenza domestica. In particolare, stupisce e preoccupa l’alto numero di donne uccise da partner o ex-partner, indice del fallimento dell’autorità nel suo fondamentale compito di protezione delle donne.

Ecco perché il Comitato ONU chiede al Governo di presentare entro due anni un rapporto sulle misure intraprese contro stereotipi e violenza di genere e raccomanda al nostro paese di adottare tutte le misure legali, amministrative, politiche ed educative necessarie a ridurre tali stereotipi. In particolare, le Nazioni Unite chiedono che lo Stato intervenga sulle immagini sessiste divulgate dall’industria della pubblicità e dai media, nelle quali donne e uomini sono spesso raffigurati in modo stereotipato.

Sul piano del mercato del lavoro, il Comitato rileva la costante disparità di salario e di trattamento tra uomini e donne e le scarse misure introdotte dallo Stato per conciliare vita e lavoro. In particolare, colpisce l’alto numero di madri che abbandonano il posto di lavoro dopo la nascita del figlio e la bassissima fruizione da parte dei padri italiani del congedo parentale (solo il 10%). Per questi motivi, tra le raccomandazioni fatte al Governo, si chiede che vengano introdotte urgentemente misure che incrementino il numero di donne impiegate e che portino all’abolizione sostanziale della pratica dei “dimissioni in bianco”.

Infine, il Comitato raccomanda di valorizzare e coinvolgere la società civile – e in particolare le associazioni di donne – nel cammino verso un’effettiva uguaglianza di genere nel nostro paese, attraverso consultazioni periodiche e trasparenti e la promozione di un dialogo costruttivo.


4 commenti on “CEDAW, pubblicate le raccomandazioni dell’ONU: in Italia donne rappresentate come oggetti sessuali”

  1. Giampiero ha detto:

    Due giorni fa il TAR della Sardegna, la mia Regione d’origine, ha azzerato la Giunta Cappellacci per manifesta “incostituzionalità”!
    Su 12 assessori in carica NON C’ERA UNA SOLA DONNA!!!
    Una Giunta nata circa 3 anni fa con 4 donne assessori su 12……sostituite una doppo l’altra senza motivi apparenti.
    Il TAR ha stabilito che ciò è contrario alla Costituzione e, decretandone l’azzaramento, ha ordinato il ripristino della legalità con la nomina di un numero adeguato di donne in giunta.

  2. Redenta Tomaello ha detto:

    é un testo da far conoscere ovunque, sempre.

  3. elena ha detto:

    Lo stereotipo è talmente potente che a volte, non è infrequente, le donne stesse lo usano contro altre donne, azzerando la forza belluina e l’intelligente di certune donne. Prima di tutto, comunque, non c’è democrazioa. Quindi servilismo dei ruoli, mutismo sulle realtà di prevaricazione, mistificazione di palesi inguistizie, taciute.

  4. roberta ha detto:

    la colpa è solo delle donne che si prestano ad essere oggetti sessuali… non diamo la colpa ai media ed agli uomini!!! sono le donne per prime che devono rifiutare certi atteggiamenti!!!


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