Ministro Sacconi, non ti è lecito

In nessun altro paese del mondo democratico un esponente di governo sceglierebbe la metafora dello stupro – incompatibile con qualunque forma di ironia – per esprimere una sua valutazione politica, svelando la sua visione del rapporto tra donne e uomini. La violenza dello stupro è la forma più brutale di negazione dell’altro. Non comprende nessuna forma di linguaggio, non ammette nessun si e nessun no. Come scrisse in occasione del 13 febbraio Suor Rita Giarretta, ripetiamo tutte insieme al Ministro Sacconi: “Non ti è lecito!” .

Comitato promotore nazionale Senonoraquando

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55 commenti on “Ministro Sacconi, non ti è lecito”

  1. Laura Miozzi ha detto:

    Questa classe politica lascia senza parole! ma possibile che non si rendano conto di quello che dicono?

  2. paola ha detto:

    Promuoviamo un’azione collettiva per ottenere le pubbliche scuse e/o le dimissioni, non è tollerabile che un ministro della repubblica pronunci frasi simili: non può dire di essere stato frainteso o di essersi espresso in privato.

  3. Assunta ha detto:

    VI PREGO FACCIAMO QUALCOSA SONO NAUSEATA BASTA CON LO SDEGNO CHE SI ESPRIME SOLO ATTRAVERSO BLOG …
    SONO DISGUSTATA
    PROMUOVIAMO UN AZIONE DI PIAZZA !

    • Lea Acquarone ha detto:

      Penso anch’io che non si possa continuare così, e non solo per un ministro da quattro soldi (si fa così per dire, sono molti di più). Credo sia ora di organizzarci per una alternativa a questa politica da schifo. Non si può continuare a piangerci addosso, abbiamo sicuramente la forza e la capacità di reagire, facciamolo!

  4. Altro che scuse, Sacconi deve dimettersi immediatamente! Non è degno di essere Ministro della Repubblica chi ride della violenza contro le donne.

  5. gianna ha detto:

    Il bello poi che si scusa per la blasfemia,visto che parlava di suore, ma ignora la gravità per la metafora offensiva nei confronti dello stupro. Credo che come SNOQ dobbiamo pretendere almeno scuse pubbliche. Almeno questo!

  6. Valentina ha detto:

    Le scuse non bastano davvero più. Il problema è che l’opposizione, chiedendo le dimissioni ad ogni piè sospinto (come se fosse l’unica arma in loro possesso), ha inflazionato questa legittima richiesta. E quindi, che sia il Popolo a chiederle, ma in massa, compato ed indignato per davvero!

    • gianna ha detto:

      Sono assolutamente d’accordo. Ma se è per questo il Popolo in massa dovrebbe chiedere le dimissioni mica solo di Sacconi,ma di tutto il governo, B in testa ovviamente. Il pretendere delle scuse invece,forse, costringerebbe a riconoscere pubblicamente di aver mancato gravemente di rispetto alle donne tutte.

    • Lea Acquarone ha detto:

      Penso che il popolo giustamente compatto e indignato debba chiedere altro che le scuse di Sacconi (che ce ne facciamo delle scuse di un cialtrone? Ci cambiano forse la vita?) Se ne vadano a casa e qualcuno magari in galera, se è il caso! Il problema è che l’opposizione chiede le dimissioni, ma quando è ora di votarsi un aumento di stipendio pari a circa E.1135.00 al mese, vota con la maggioranza all’UNANIMITA’ (dall’Espresso di qualche settimana fa).

  7. marco ha detto:

    Sacconi… di merda

  8. assunta ha detto:

    Ministro Sacconi:NON TI E’ LECITO!!!!!!!

    Sono nauseata,furente,disgustata di tutta questa sporcizia che sempre più si diffonde nell’aria di questa povera nostra Italia.
    Sono una donna adulta,ho un figlio di 25anni a cui abbiamo insegnato fin da piccolo con le parole e l’esempio il rispetto per tutti.
    Ma oggi sono io,la prima,a non avere più nessun rispetto,nessun riguardo per questi essere che ci governano.
    Bisogna scendere ancora in piazza!!!!!
    Se non ora,quando?
    Un grande abbraccio a tutte.

  9. antonella ha detto:

    Ma non c’è piu un minimo di ritegno in questo paese? Possibile che si possano dire certe cose senza doversi dimettere? Basta…

  10. Paola ha detto:

    Avete per caso sentito qualche illustre politico di sesso maschile indignarsi per le parole oscene di Sacconi?!? Solo donne. Questo la dice lunga anche su chi si spaccia per progressista in questo paese! Sottolineo che neanche alla Chiesa stanno molto a cuore le suore, in fondo le donne sono nate per soffrire.

  11. maria isabella galleschi ha detto:

    Questo individuo disgustoso si deve dimettere. Scendiamo in piazza. (personalmente non capisco il nesso tra questa turpe metafora e la manovra economica, capisco solo che lo schifoso vuole anche sottolineare che è bastato un NO, quindi le altre tutto sommato gradivano lo stupro)

    • Manuela ha detto:

      il nesso sta nel fatto che questo è un governo stupratore e nessuno (dice lui) ha ancora detto no (in realtà siamo in molti ma senza una voce abbastanza forte)!
      disgusto a parte (e non è facile!) ha “solo” esplicitato quello che stanno facendo da anni: ci stuprano, ci tolgono la dignità, ci sfilano i diritti uno ad uno da sotto il naso, ci intorpidiscono le menti con reality e storielle, rimbambiscono il “popolo sovrano” …

      • Lea Acquarone ha detto:

        MI CHIEDO CHE COSA DEVONO ANCORA FARCI PRIMA CHE CI DECIDIAMO A FARE QUALCOSA. SE IL “POPOLO SOVRANO” SI LASCIA TOGLIERE TUTTO FA SOLO IL LORO GIOCO!

  12. ornella ha detto:

    Ma da persone fasciste, fino al midollo, violente, aggressive, cosa ci potevamo aspettare? Sono gradassi, sicuri di poterci mortificare impunemente, senza dover rendere conto a nessuno. Falsi cattolici, ipocriti e profittatori. Si nutrono delle nostre fatiche quotidiane. Le sanguisughe, i “cravattari” e i delinquenti che chiedono il pizzo, fanno meno schifo rispetto a Sacconi e ai suoi compari di partito.
    Che aspettiamo? A quando la sveglia?

  13. Margherita ha detto:

    Barzelletta più che indegna: offende gravemente le donne non solo per l’uso della metofora dello stupro, ma anche perchè sottintende una certa “connivenza e compiacenza” da parte della maggioranza delle donne – in questo caso pure suore!…
    Basta!!! Non si vergognano neanche un pò? Le scuse pubbliche sono il minimo!

  14. Fiorella ha detto:

    Questa persona al convegno delle Acli prima parla di “Bastardi anni ’70” perché lui si definisce orgogliosamente “anticomunista” dando del cretino a chi lo accusa di fascismo, poi insulta le suore. Come coerenza non c’è male……! Ma le suore sono donne, evidentemente alle donne piace essere violentate ed ai lavoratori, secondo il Sacconi pensiero, piace essere fot……ti da chi comanda. Complimenti, è perfetto. Un fascista perfetto.

  15. Manuela Failli ha detto:

    Mi viene veramente da vomitare! Vi prego, ripartiamo presto con le mobilitazioni città per città. Non è sopportabile quello che sta accadendo! Manuela da Livorno

  16. Paola ha detto:

    Questo fa capire da chi siamo “governati/e”………

  17. carla ha detto:

    …e Bonanni imperturbabile…..che faccia di servo!

  18. Andrea ha detto:

    Come uomo mi sento profondamente offeso dal fatto di essere “rappresentato” da un personaggio come Sacconi…… e non soltanto da lui!

  19. Questa barzelletta non offende (solo) le donne. È’ altrettanto offensivo che dai quotidiani e dai commenti sui quotidiani escano solo le scuse per le donne… È vergognoso per l’intera umanità ciò che si è permesso di dire Sacconi, donne e uomini… In poche righe ha concentrato il peggio: la violenza come problema solo femminile; lo stupro che si risolverebbe solo con un no; le suore che sono più donne delle donne e quindi solo su di loro la violenza è blasfemia: e se fossero state ragazze laiche a essere violate?… Ma DAVVERO questa volta si deve pretendere anche l’indignazione degli UOMINI, a meno che essi non si riconoscono tutti nelle barzellette di Sacconi… dove siete direttori di quotidiani, maschi parlamentari o capi di partito, giornalisti?… Dove siete? Questa solitudine fa male quanto quella stupida, sporca e incivile barzelletta..

  20. Paola ha detto:

    E’ vergognoso.
    Sacconi dovrebbe chiedere scusa a tutte noi, ma il problema è: lo farebbe perchè costretto dalle critiche o perchè ha capito di avere offeso le donne ed in particolare quelle che lo stupro lo hanno subito davvero?
    Paola

  21. Gabriella Latini ha detto:

    Questo Governo pullula di gente rozza e ignorante; credo che mai si sia raggiunto un livello così basso ! Alle prossime elezioni “ripuliamo” il Parlamento di tanta “volgarità”e prima di eleggere qualcuno informiamoci bene su chi è, coa ha fatto, cosa sa fare; avremo già fatto un bel passo in avanti….

    • Margherita ha detto:

      Sono d’accordo, bisogna però cambiare la legge elettorale. Quella che abbiamo adesso non ci permette di scegliere più di tanto chi eleggere …

      • Lea Acquarone ha detto:

        Giusto, tra poco ci sarà il referendum per questo. Alle elezioni però, mandiamo tante donne in parlamento, non le fraschette (o peggio) nominate da “loro”, ma donne vere, capaci, che facciano politica non solo per soldi e privilegi, e alle quali non interessi solamente rifarsi il lato A o il lato B per compiacere vecchi sporcaccioni! Forza, un abbraccio a tutte

  22. Francesca ha detto:

    poverino, mi fa pena.

  23. Roberta ha detto:

    Posted by Roberta Robj Corradini on Thursday, September 8, 2011

  24. Jessica ha detto:

    Se chi dovrebbe rappresentarci si concede certi lussi è anche un pò colpa nostra, perchè credo sia nuovamente l’ora di scendere in piazza a gridare ad alta voce i nostri diritti (che abbiamo in parte minima), ad urlare il dolore delle tantissime famiglie italiane che non riescono più ad arrivare a fine mese per colpa di uno Stato che non c’è e non tutela nè grandi nè piccini. Sono una studentessa, sono una donna che vorrebbe poter sognare un futuro roseo per la sua vita. Fin da piccola ho sempre pensato che l’unione faccia la forza: è proprio per questo che non riusciamo a vincere le nostre battaglie, perchè non siamo un paese unito.
    Giovani studenti e non, lavoratori e disoccupati, donne, uomini, anziani e bambini, di fronte alla situazione critica che ci si presenta dovrebbero unirsi per raggiungere un obbiettivo comune di rinascita e di collaborazione nel rispetto del prossimo.
    Spero tanto che questo accada, che riusciremo a risanare questa palude fatta di corruzione, tangenti, offese discriminatorie, divisioni tra nord e sud ( CHE NATURALMENTE NON ESISTONO), leggi ad personam e schifezze varie di cui nè è un’esempio lampante la manovra finanziaria che ci metterà in ginocchio senza però andare ad intaccare gli stipendi dei parlamentari, le auto blu da mantenere, gli stipendi dei portaborse e segretari e sottosegretari e nani e bugiardi e…. di un sacco di gente che vive nel benessere togliendo il pane a famiglie oneste ma sfortunate.
    tutto questo non è assolutamente sopportabile: torniamo presto in piazza.
    Se non ora, quando?

  25. isabella deiana ha detto:

    Hanno superato ogni limite!!!!!!Anche dell’idiozia!!!!Sono veramente arrabbiata e sconcertata!!!!Possiamo fare qualcosa??Grazie!!!Ciao!!!!!

  26. Sandra ha detto:

    Di seguito riporto l’articolo di Valeria Braghieri pubblicato da “Il Giornale”. Sono senza parole.

    da il Giornale
    “Quelle donne senza ironia Sacconi diventa un bruto per una barzelletta insulsa
    di Valeria Braghieri
    L’ira di Camusso, Bindi e Idv dopo la freddura del ministro sul palco di Atreju. E lui replica: “Disonestà intellettuale”
    Tre consenzienti e un’indenne. O noi non l’abbiamo capita, o la barzelletta del ministro Sacconi non parlava affatto di stupro… Era brutta nel senso che non faceva ridere, e questo per una barzelletta è un bel limite, ma è anche un altro discorso. Invece a lui e alla sua storiella sulle suorine in convento e sui i banditi cattivi si è scatenato addosso di tutto: «Sullo stupro non si scherza», «blasfemo», «maschilista», «gravissimo», «inaccettabile», «spaventoso»… Ussignur… Tanto che in serata sono arrivate le meste scuse del politico: «Sfortunato quel Paese che perde la capacità di sorridere. Non intendevo offendere ma mi offende la disonestà intellettuale».
    Dài signore, però, un po’ d’ironia. Hanno appena finito di accusarci di avere l’utero come unica bussola, il ciclo come solo calendario, l’isteria come stato d’animo principe e noi ci facciamo cogliere sull’orlo di una crisi di nervi per un’uscita infelice? L’eccesso di reazione con cui è stata accolta la freddura del ministro del Welfare (ha avuto la bella idea di usarla in risposta al catastrofismo espresso dalla Cgil in merito alla manovra economica) ci ha fatte risputare indietro dalla Storia in una manciata di ore. Dalla Bindi alla Camusso, ieri è stato tutto un sentirsi «oltraggiate», un rimanere «sgomente», un «attendere scuse» come donne, in quanto tali.
    Tali ma non quali. Noi non le vogliamo le scuse del ministro Sacconi e non vogliamo la difesa della Camusso e nemmeno la solidarietà della Bindi. Perché non ci sentiamo insultate e perché in generale, per sentirsi insultate, bisogna avere qualcosa in comune con chi ci insulta. Altrimenti chissenefrega. Una barzelletta è una barzelletta e il massimo che può fare è non far ridere. E allora? Certe volte le donne hanno questa malsana, falsissima tendenza a volersi sentire un «tutt’uno» contro il mondo che ci fa peggio di quanto ci possano fare i maschi cretini, le battute volgari o le cerette rimandate troppo a lungo. Togliersi l’umorismo è peggio di togliersi i tacchi. Perché dobbiamo scorticarci da sole metterci all’angolo come se fossimo perennemente braccate, sembrare tristi quando siamo tutt’altro?
    Un po’ come quello stracciarsi le vesti della (di solito) brava Cristina Comencini a Venezia. Che nei fischi con i quali è stato accolto il suo Quando la notte ha voluto leggere becera violenza maschilista anziché valutare il fatto che forse, quaranta minuti di pellicola a indugiare sulle valli del Piemonte (il film è prodotto dalla Film Commission di Torino), in una storia che dovrebbe parlare di maternità avrebbe potuto risparmiarceli. Perché erano forse eccessivi, noiosi, sì insomma erano un po’ come la Corazzata Potemkin secondo Fantozzi.
    Invece anche lei, l’illuminata Cristina, non ha resistito alla tentazione di tingere tutto di rosa o di azzurro come nelle stanzette Ikea: è che «la maternità fa schifo agli uomini» ha strillato offesa la regista. Che poi perché agli uomini dovrebbe far schifo la maternità? Loro al mondo come ci arrivano, in dirigibile?
    Accidenti come ci fanno paura le donne quando non sanno fare le femmine…

    • Andrea ha detto:

      E che ci trovi di strano? Sarà pure una donna, ma in primo luogo è una delle tante leccascarpe del Caimano, che, quelle sì, sono tutte puttane
      Perché le puttane, sia donne che uomini, sono tutte quelle persone che si vendono, come spiegava Guzzanti nel suo libro Mignottocrazia che poi ha applicato anhc ea se stesso

    • Lea Acquarone ha detto:

      Fai pure la femmina fin che ti pare! Se non sai fare altro sono solo affari tuoi! Anche a me non interessano minimamente le scuse di un ometto da due soldi come Sacconi, però penso che in questa situazione non ci sia niente da ridere. Prova a chiedere alle famiglie che questa accozzaglia di delinquenti da strapazzo ha messo sul lastrico se hanno voglia di ridere per le insulsaggini di un mentecatto strapagato per raccontare barzellette cretine!!!!
      Mentre tu continui a fare la femmina, non la donna, torniamo davvero indietro nella storia, ma per motivi ben più gravi!

  27. Angelica ha detto:

    come tante altre donne ed uomini italiani credo sia arrivato il momento di agire contro parole tanto vergognose. Perche’ non proporre una azione mediante avaaz.org per chiedere le dimissioni del ministro?

  28. Maria Letizia Passeri ha detto:

    Sacconi è ABERRANTE!!! Pensate che sono 32 anni, dico TRENTADUE anni che sta a Montecitorio!!
    Ma Bonanni e tutti quelli della CISL, sindacato cattolico, hanno riso?

  29. Mauri Favaron ha detto:

    Signor Sacconi, unisco alla protesta (e alla “poca ironia”) delle altre persone la mia.

    E’ di moda, adesso, pronunciare barzellette nella speranza di “farsi capire”.
    E le dico che, CI SI RIESCE BENISSIMO.

    Può darsi che siano anche “insulse”, le sue barzellette. Ma sono sempre rivelatrici dei modi di pensare reali, e della propria visione del mondo, più di centomila discorsi, articoli o libri scritti da qualche ghost writer, magari pure precari*.

    Per quanto a mio avviso molto diffusa, la sua visione del mondo è assolutamente indegna di un essere umano, incivile, e per parte mia ripugnante.

    Di sicuro non è con questo retroterra di preconcetti e immagini bacate, che Lei potrà aiutare il nostro Paese a uscire dalla crisi in cui si trova.

    Di sicuro Lei, con queste idee, non mi rappresenta.

    E stia tranquillo che, se la legge elettorale tornerà a permettermelo, farò del mio meglio per mandarla a casa.

  30. Consuelo ha detto:

    E quindi?
    Tutte le belle donne della politica che si son riempite di buone intenzioni alle nostre manifestazioni popolari ora dove sono?
    S’indignano, chiedono le scuse (inutili, davvero inutili e inopportune) epoi? Poi che fanno?
    Lo stipendione lo pigliano pure loro eh, la pensione grassa ce l’hanno assicurata e la paghiamo noi, precarie sempre sull’orlo dello sfruttamento lecito e legittimato.
    Qund’è che prenderanno la parola che le spetta e smetteranno di farsi chiamare IL ministrO, IL presidente, IL segretariO e cominceranno a riconoscersi davvero nelle nostre battaglie?
    Non è più tempo né di scuse, né di paroloni.
    Il fatto è grave e come al solito se ne fanno beffa e la notizia è già dimenticata…

    • Lea Acquarone ha detto:

      Cito una frase da una canzone: “si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità”. Mi sembra che sia proprio quello che fanno donne e uomini dell’opposizione e similari, che aspettiamo a mandarli via tutti? Ma proprio tutti!

  31. Maddalena ha detto:

    Inutile rimarcare come per l’ennesima volta vengano utilizzate dai politici storielle sulle donne per spiegare accadimenti socio-economici; rilevante è, invece, condannare, senza ombra di dubbio alcuno, l’utilizzo strumentale di un racconto su di un evento tragico e doloroso, qual è lo stupro, per legittimare il diniego della Cisl ad aderire allo sciopero generale dello scorso 6 settembre. Se la vergogna non ha impedito al ministro di parlare, il Segretario Bonanni, sedutogli accanto, avrebbe quantomeno dovuto prendere le distanze da quel becero e desolante gioco di parole. In rappresentanza delle iscritte al suddetto sindacato, la cui dignità di donne è stata oltraggiosamente calpestata, avrebbe potuto deprecare quella storiella, sottolineandone quantomeno l’inettitudine a spiegare le ragioni del no della Cisl e non consentendo che la figuraccia di Sacconi si ripercuotesse, purtroppo, sul sindacato tout court.
    Se l’altro giorno il gelo dell’impotenza pare abbia impedito a Bonanni di prendere una diversa posizione sul merito della squallida e vergognosa barzelletta, nulla impedisce di rimediare alla penosa situazione in cui l’ha coinvolto il ministro del welfare. Chieda scusa, perché altrimenti quella storiella getterà discredito sull’intera classe dirigente della Cisl che, di certo, non merita di essere aiutata a spiegare il suo comportamento sindacale ricorrendo a questi miseri espedienti. Possano le iscritte alla Cisl mobilitarsi sulla questione, sensibilizzandone i dirigenti, e si adoperino a rendere pubblica la propria posizione al proposito. Per le donne stuprate, per quelle che sono a loro vicine nel quotidiano lavoro di recupero alla vita di tutti i giorni, ed in nome di tutte le donne, anche per sé stesse.

  32. bruna ha detto:

    Ministro Sacconi, NON TI E’ LECITO!!!!!!!! NO CHE NON TI E’ LECITO!
    Le tue ignobili parole hanno recato altro dolore alle donne che hanno subito violenza, a coloro che ogni giorno devono lottare perchè la ferita si rimargini ed a coloro che non ci sono più, perchè i fantasmi hanno avuto il sopravvento. Fra queste mia figlia, che non solo ha gridato il suo NO ma ha avuto il coraggio (e in questa società ci vuole davvero coraggio) di denunciare la violenza subita, costretta a rivivere tante volte quei momenti nelle aule del tribunale, e dopo anni sofferti, per ritrovare il filo della sua vita, una notte di luglio non ha più trovato la forza di continuare. Mia figlia amava la vita, Ministro Sacconi. Ed ora dimetterti, perchè ancora una volta hai offeso ed infangato il nostro Paese, ma ricordati di andartene in compagnia dei tuoi degni amici. Noi DONNE avremo la forza di lottare anche per chi non ha voce. Bruna

  33. nadia ha detto:

    donne… Ricordatevi che l’uomo è una bestia. Se fosse libero di idee e pensieri … Ci perderebbe la testa! Tra vari sfarfalleggiamanti e bunga bunga felici (ma solo per lui). Non ha ancora idea di come funzioni l’apparato femminile (se non è un medico non gli interessa) e neppure a noi talvolta è dato di saperlo! Non sa ke significa lubrificazione, le mestruazioni e il disagio spesso anche fisico dele stesse e che ogni donna è diversa… Se potesse l’uomo si darebbe alla pazza gioia tra uno e l’altro buco. Anche per questo eccellentissimo ministo atavicamente noi siamo buchi dove l’iilustrissimo si dovrebbe infilare. Mica deve fare i conti con l’altalena degli ormoni lui. Per cui il “povero” ministro segue la sua natura… Mah e la natura è forte e istintiva. Pensa alla prostata lui e all’impotenza… Ma alla sua impotenza di non utilizzare il cervello e di frenare gli istinti a favore e a rispetto della sua metà, non ci pensa? Ah no giusto! Perchè ha il cervello nel cosone lungo che più è lungo più crede che noi ci “divertiamo” a venerarlo..si certo! Eh! Come no!! Ma va va… Fatti una doccia fredda, vai a nanna da solo e…lasciami leggere un buon libro. Punto primo non ho scelto io, di nascere donna. Punto secondo non son donna certo per sollazzare te e i tuoi discorsi assurdi, punto terzo, se mi offendi vuol dire che cè qualcosa che non va e non sempre perchè forse potrebbe essere il nervosismo del ciclo. Girano anche a me signor ministro eccome se “girano”! Soprattutto pensando che alcune donne la violenza l’hanno subita davvero!! E se noi ci battesssimo anche constatando il fatto che lo stupro verbale possa essere passibile di reato? Potrebbe essere utile?

  34. loredana ha detto:

    io direi che è venuto il momento di mobiltarsi un’altra volta con una grande manifestazione in tutte le piazze di Italia. Diamo un altro segnale chiaro e forte. Questo governo con tutti i personaggi inquietanti che ne fanno parte devono andarsene via. Ogni giorno è un attacco allo stato sociale, ai lavoratori, ai precari, agli studenti, agli anziani e naturalmente anche alle donne.
    cosa ne pensate?

    Loredana

  35. nadia ha detto:

    giustissimo! Questa sera a Matrix 5 polli nel pollaio sparavano dati e casistiche sull’evasione fiscale. Fior di galletti che spiccavano per non aver pagato le tasse per “necessità” si giustificavano tra uomini veneti, lombardi e meridionali. Non hanno lasciato una distinta signora parlare semplicemente e chiaramente interrompendola spesso con assurdità. La signora in questione parlava di investire nei giovani di stare attenti allo scontrino insomma delle piccole importantissime cose. Non è stata neppure considerata anzi! Risolini di scherno da parte degli illustrissimi….. Quanti ce ne sono come Sacconi e non si espongono come lui? Troppi!! Ma se le donne ormai vengono tutte considerate puttane dagli uomini, come riusciremo ad ottenere credibilità? Accendo la tv ora e vedo una signorina discinta che dice al maschio al telefono :non è bello mangiare sempre la solita minestra!! Donne, oh! Riusciremo mai ad essere solidali? Le escort sono come noi, ma preferiscono utilizzare gli uomini e essere utilizzate x soldi. Mica sceme!! Ma non si fa non è la strada nostra è sempre un assecondare il maschio. Che invece da tempo avrebbe bisogno di disciplina e di gambe rigorosamente chiuse.

    • Elisabet ha detto:

      cominciamo col non guardare più la TV e tutti questi programmi di disinformazione camuffati da dibattiti! Che li guardiamo a fare? Per vedere gente che si urla in faccia, che offende chi li guarda? Quanta ignoranza e squallore! Quanta diseducazione al rispetto delle persone e della verità! Senza contare l’assoluta mancanza di informazione reale, quella di cui la gente avrebbe effettivamente bisogno per capire di più e farsi un’opinione vera (ma loro non vogliono che i sudditi abbiano un’opinione….). Cominciamo a far calare lo share di tanta merda televisiva, spacciata per TV informazione. Spegnamo le TV e parliamo fra noi. Dobbiamo ricominciare a incontrarci, anche in piccoli gruppi, organizzare attività di protesta e di solidarietà reciproca. Stacchiamo la spina dalla falsa informazione ed informiamoci di persona tra le persone! Questa merda di regime che ci opprime da ormai 20 anni si regge solo sulla teledipendenza, spezziamo quella e spazzeremo via questa monnezza!

  36. Elisabet ha detto:

    Questo ministro, degno esponente di questo governo ha chiarito una volta per tutte in quale considerazione loro tengono le donne in questo paese. Questo, mentre alle stesse donne vengono chiesti i sacrifici maggiori per affrontare la crisi! secondo questo ministro e i suoi compari di governo, noi dobbiamo essere segregate ad una vita di sudditanza, sacrificio e silenzio, affinché lor signori facciano i comodi loro! NON dobbiamo lasciarglielo fare, NON dobbiamo mollare la nostra lotta!

  37. Sughrue ha detto:

    Scusate, ma “incompatibile con qualunque forma di ironia” è una vostra opinione e vale come una qualsiasi altra opinione. Non è una verità assoulta.
    Secondo il Vaticano Dio è “incompatibile con qualunque forma di ironia” quindi guai a scherzare con Dio.
    Secondo il PDL Berlusconi è “incompatibile con qualunque forma di ironia”, quindi guai a fare satira su Berlusconi.
    Etc etc.
    La libertà di parola prevede che un’opinione “è lecita” anche se non vi piace. O volete limitare la libertà di parola in base a ciò che voi ritenete giusto o sbagliato?

    Secondo me la libertà di poter far battute politicamente scorrette è preferibile a un’ipotetica lista nera di espressioni proibite in quanto “offensive”, “volgari”, etc, che a quanto pare voi di SNOQ paventate.

    Detto ciò, è innegabile che il ministro ha avuto un’uscita infelice.

    • Lea Acquarone ha detto:

      Noi non paventiamo niente, e non vogliamo fare la satira su Berlusconi, vogliamo mandarlo via! Quanto al ministro,non è pagato per fare delle uscite, felici o infelici che siano, ma per lavorare per il suo (e nostro) paese, cosa che non fa; le “uscite” le faccia come crede, ma a casa sua!

  38. Assunta ha detto:

    SIAMO TUTTE INDIGNATE D’ACCORDO.. DOV’E’ IL COMITATO??? SCENDIAMO IN PIAZZA???? DOV’E’ LA NOSTRA PRIMAVERA????

  39. zoe ha detto:

    Noto che il caso ha sollevato la sua giusta indignazione. Mi sfugge però perché si debba ricorrere proprio alle parole di una suora per ribadire un simile concetto, abbastanza semplice se non addirittura banale: “Non ti è lecito”. Certo, non è lecito… allora? Dove il colpo d’ala, LA Risposta.
    Forse se lo dice suor Giarretta ha tutto un’altra efficacia, assume un altro spessore? Mah! Mi unirei a qualsiasi gruppo di protesta contro quell’odiosa metafora, ma nn a questo. Non mi piacciono i cori da oratorio. Sinceramente non sono stata né a Siena né in altre tappe dei meeting, tuttavia ho pensato che il movimento potesse rivelarsi estremamente utile dal momento che alle donne mancano dei precisi punti di riferimento e dei ritrovi politici direttamente connessi con i suoi problemi specifici. Ma noto che la chiesa riesce sempre a mettere le mani ovunque.
    Il tono “confessionale” del post mi fa temere il peggio. La donna dovrebbe farsi promotrice di un modo diverso di fare politica, un’impostazione LAICA, estranea a quella certa diplomazia suddita, a quei riciclaggi sinistrorsi in riedizione “paolina” tanto in uso nell’odierno scenario politico.

    • mobilitazione ha detto:

      Cara Zoe,
      la scelta di pubblicare sul blog l’intervista a suor Rita Giaretta ci è sembrato opportuno perchè ha pubblicamente espresso il suo sdegno verso la metafora assurda utilizzata dal ministro Sacconi, che come sappiamo bene ha offeso profondamente la dignità di tutte noi! La scelta è stata dettata dal contenuto che intendeva trasmettere, non dal ruolo che ricopre. Se poi non è apprezzata la forma con cui ha espresso la sua indignazione è un’altro conto. Se Non Ora Quando si è caratterizzata fin dall’inizio per l’eterogeneità delle donne che compongono i comitati e questo, che apparentemente può sembrare un ostacolo, rappresenta un punto di forza.


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