Formazione e promozioni. Le aziende che aiutano le donne

dal Corriere della Sera del 21 ottobre 2011, di Luisa Adani

Allianz: entro il 2015 a loro il 30% delle posizioni di vertice

Talenti e sviluppo professionale. Equivalenza ambita che “salta” se si sottostima la preparazione delle donne e se le donne stesse non sono consapevoli delle loro potenzialità. La formazione certamente potrebbe oliare il sistema organizzativo e culturale che le “blocca” anche se — sottolinea Adele Mapelli del Laboratorio Armonia della Sda Bocconi — da sola non basta, deve essere integrata agli altri strumenti di gestione del personale, per esempio un reclutamento senza pregiudizi e piani di sviluppo e carriera basati sulle competenze.
Ed è proprio in quest’ottica che Siemens ha sviluppato interventi variegati sul diversity sintetizzabile in “se sei consapevole dei tuoi comportamenti e delle tue azioni e sgombri il campo ai pregiudizi che ti orientano, potrai migliorarti sul lavoro e migliorare la tua azienda”. Il percorso prevede: sessioni di coaching per donne, momenti di riflessione e consapevolezza per giovani talenti di entrambi i sessi, interventi di formazione sulla leadership per manager e pranzi al femminile nelle diverse sedi per favorire lo scambio di best pratice. Tutto questo fluidificato da iniziative sulla conciliazione quali un progetto pilota ha coinvolto 260 uomini e donne (e sarà esteso ad altre 160 entro novembre) che possono lavorare quando e dove desiderano, compatibilmente con gli obiettivi assegnati.
Attente allo sviluppo delle donne anche banche e assicurazioni. Il centro di formazione di Ubi Banca infatti dal 2008 prevede seminari rivolti alle esclusivamente alle dipendenti. Ambiziosa e progettuale è Allianz. Il suo obiettivo è infatti che, entro il 2015, il 30% delle posizioni apicali sia ricoperto da donne. Dal 2003 ha varato Risorsa Donna, un progetto sul bilancio delle competenze e sulle azioni per colmare eventuale lacune. Sono invece solo “al femminile” le pillole di formazione di una-due ore proposte a dirigenti e funzionarie su argomenti quali: networking, assertività e self branding. Inoltre la sensibilità alla diversity è fra le 20 competenze soft attraverso cui sono valutati i dipendenti. Doppio salto carpiato invece per Johnson and Johnson Italia, che non si accontenta di un variegato sistema di interventi sulle donne della sede, ma li integra in una dimensione multiculturale sviluppando percorsi di mentorship cross-nazionali che coinvolgono Europa, Medio Oriente e Asia.
Infine Danone, che l’anno prossimo proporrà una formazione dedicata alla leadership femminile per sostenere le donne nello sviluppo della propria carriera offrendo concreti strumenti per valorizzare il proprio talento. Un monito alle aziende dal gruppo donne di Manageritalia, federazione che riunisce manager e quadri del terziario: il periodo di astensione facoltativo per maternità può essere sospeso per qualche giorno, non “tagliate fuori” le donne dalla comunicazione e informatele degli eventuali interventi formativi erogati in quel periodo.

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