Sacconi e la barzelletta sulle suore. Pd: “Ministro si scusi con le donne”

Polemiche per l’esempio fatto dal ministro del Lavoro per spiegare l’articolo 8 della manovra e rispondere alla Cgil. Insorgono le senatrici del Partito democratico: “Intervento incommentabile e intollerabile”. Il Comitato ‘Se non ora quando’: “Non sarebbe accaduto in nessun altro Paese democratico”

su La Repubblica 8 settembre 2011

“L’intervento del ministro Sacconi ad Atreju è incommentabile e intollerabile. Sacconi si scusi pubblicamente con tutte le donne, per aver riesumato, nella furia della difesa della propria ideologia e dell’attacco alla Cgil, il peggior armamentario sessista e misogino”. Con queste parole la senatrice del Partito democratico, Rita Ghedini, componente Commissione Lavoro, invita il ministro a chiedere scusa per il paragone fatto ieri davanti alla platea dei giovani del Pdl ad ‘Atreju ’11’. Per difendere l’articolo 8 della manovra economica, Sacconi ha citato una storiella con protagoniste delle suore di un convento del ‘600: “Faccio un esempio un po’ blasfemo – ha detto il ministro – per rispondere alla Cgil rispetto agli scenari apocalittici che ha fatto. Vale quello che disse una suora in un convento del ‘600, dove entrarono dei briganti. Le violentarono tutte tranne una. Il Santo Uffizio la interrogò e le chiese: “Ma come mai non è stata violentata?”. Lei rispose: “Perché ho detto di no..'”.
VIDEO di Sacconi
“Speravo che certe categorie – sottolinea la senatrice Ghedini- fossero ormai inutilizzabili (non oso sperare che non siano ‘pensabili’ da chi svolge un ‘ministero’ pubblico, evidentemente sono tutte, pienamente e strutturalmente parte della cultura paternalista ed autoritaria che il governo di cui Sacconi è parte incarna- conclude Ghedini – in ogni sua scelta, che riguardi le donne, il lavoro, la salute o la libera determinazione.”.

Alla senatrice Ghedini fa eco un’altra senatrice del Pd, Mariapia Garavaglia: “Stona in bocca a Sacconi una barzelletta sulle suore! Si possono fare paragoni meno ‘sacrileghi’, ma soprattutto è inaccettabile che venga violata la dignità delle suore, donne che sanno dare esempi di autentica immolazione. Con una inutile gaffe si è evocato un atto criminale che suore martiri hanno subito davvero durante la recente tremenda guerra in ‘Kosovo’ “.
“In nessun altro Paese del mondo democratico un esponente di governo sceglierebbe la metafora dello stupro  –  incompatibile con qualunque forma di ironia – per esprimere una sua valutazione politica, svelando la sua visione del rapporto tra donne e uomini. La violenza dello stupro è la forma più brutale di negazione dell’altro. Non comprende nessuna forma di linguaggio, non ammette nessun sì e nessun no. Come scrisse in occasione del 13 febbraio Suor Rita Giarretta, ripetiamo tutte insieme al Ministro Sacconi: “Non ti è lecito!”, si legge in un comunicato del Comitato “Se non ora quando”.


13 commenti on “Sacconi e la barzelletta sulle suore. Pd: “Ministro si scusi con le donne””

  1. laura rossignoli ha detto:

    A me le scuse non bastano: DIMISSIONI. Se un Dipendente raccontasse sul luogo di lavoro la barzelletta di Sacconi, sarebbe passibile di PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE. Già un ministro del Lavoro che si permetta di questi tempi il lusso di raccontare barzellette in Italia, è OFFENSIVO per tutti coloro che conoscono la DISOCCUPAZIONE, e non sono pochi! Ironizzare poi su una violenza sessuale è ABOMINEVOLE, MOSTRUOSO, FOLLE. Possibile che in sala al convegno Atreju non ci fosse presente una, almeno UNA DONNA che gli lanciasse una scarpa, un rossetto, un cellulare, una monetina, qualsiasi oggetto sulla FACCIA??? DIMISSIONI, DIMISSIONI, DIMISSIONI!

    • marco ha detto:

      cara signora laura rossignoli di fesserie in giro se ne dicono ma grossa come la sua ancora la dovevo leggere secondo lei io che sono un dipendente pubblico se racconto una barzelletta del genere il dirigente mi dovrebbe fare un provvedimeto disciplinare? ma in che mondo vive lei se lo racconta ad una suora di clausura quest’ultima si sbertica dalle risate.

  2. maria brighi ha detto:

    La solita musica in fondo se ci violentano è perchè lo vogliamo basterebbe dire NO!!!! No per favore non mi violentare!!!!

    Sei anche tu Ministro Sacconi uno stupratore sei tu che ieri ci hai violentato ancora una volta. Anche se continuiamo a dire NOOOOOOOOOOOOOOOOO!

  3. nonna ha detto:

    è anche più tragico che i “giovani” del pdl abbiano riso

  4. adele falabella ha detto:

    Intollerabile imbecillità……si vergogni e si ritiri se ha un minimo di dignità…..eventuali scuse sono irricevibili.Vada via!!!!!

  5. alessandro luciani ha detto:

    Non mi sembra il caso di gridare allo scandalo. Del resto la vera unica vittima di insulsaggini simili è solo la dignità di chi le pronuncia.

  6. marco ha detto:

    a me sembra (scusate se rendo – parecchio – complesso il discorso) che qui si mischino troppi piani contemporaneamente. Secondo me è bene separarli sennò ci si presta a facili critiche, mi permetto un’analisi

    1° punto: quanto è bene spiegare una politica economico/lavorativa con una metafora (qualunque tipo, anche non violenta) ? oltre un certo limite poco, perché una politica economico/lavorativa è una cosa complessa, mentre una metafora (è il suo dovere intendiamoci) semplifica. Magari va bene per iniziare (a prescindere da quale metafora un politico – di destra, centro, sinistra – usi), poi servono i dettagli. Sacconi li ha forniti? non lo so, se non lo avesse fatto questo mi pare un primo elemento da stigmatizzare, perché non favorisce la comprensione della cittadinanza

    2° punto: indubbiamente la metafora di Sacconi, a prescindere dal fatto che poi abbia fornito o meno una analisi vagamente più esaustiva al pubblico, è violenta. E per ora non parlo di donne/genere, parlo di lavoro, che era – almeno nelle sue intenzioni (coscienti?) – l’oggetto del discorso. Cioè anche la metafora scelta, anche solo applicata al lavoro, è basata su un’irruzione (fisica? contrattuale? lasciamolo un momento in secondo piano…) … quindi anche a livello di policy, la metafora non indica (e questo è un auto-goal tutto di Sacconi) il volto efficiente, “flessibile” del capitalismo, ma quello più (tristemente) liberista, quello “precario”. Parole sue, il datore di lavoro … è un brigante. Cioè: io non l’avevo detto, l’ha detto lui. Se fossi un padrone (onesto) di un’azienda avrei di che incavolarmi, probabilmente Sacconi mal rappresenta qualche decina percentuale di PMI italiane

    3° punto: in termini giuslavoristici (non me ne intendo, non ho visto i dettagli della legge) quanto è facile/difficile dire di no al “brigante”? quanto è conveniente/sconveniente/praticabile, etc… ? cosa ne consegue per la/il lavoratrice/lavoratore? Flessibilità o precarietà (le due facce opposte della medaglia del libero mercato)? Se dovessi leggere solo la metafora, mi pare il ministro dia per scontato un tot (alto) precarietà

    4° punto: opportunità di un simile linguaggio a prescindere dal tema giuslavorativo.
    Un politico – cosa molto diversa è per il cittadino comune ovviamente – ha un ruolo anche istituzionale (…mi rendo conto che il presidente del consiglio non istruisca molto al riguardo i suoi componenti di coalizione) quindi non mi pare un granché che un politico parli in modo così ormonale ed emotivo. E’ populista (su questo invece il Pres. del consiglio mi pare istruisca benissimo)
    In clima berlusconiano queste metafore poi andrebbero evitate sic et simpliciter, semplicemente perché vengono da pulpiti estremamente dubbi: nel senso che sembra che non siano del tutto metafore…che ci sia un certo grado di parallelismo con realtà anche indagate da magistrati. Altro autogoal? non so, a molti italiani queste realtà mi sembra piacciano (qui si torna al populismo)

    5° punto: la “battuta” in un contesto informale, non istituzionale a mio parere può far ridere. Anche perché va a toccare in modo eversivo le corde di qualcosa che nella nostra cultura di matrice cattolica si fa difficoltà a poter dire pubblicamente: cioè che l’astensione sessuale tanto conclamata e consacrata può – non dico sempre – rendere infelici. Le battute sono “lapsus” e nella nostra storica cultura cattolica questo è un “lapsus” (per altro forse anche abbastanza di sinistra). Il criterio discriminante mi sembra sia dato solo dal contesto (e dal modo e dalla persona che la racconta)

    6° il ministro Sacconi si sta pronunciando a favore – cosa sulla quale personalmente concorderei con lui – dell’obbligatorietà del celibato/nubilato delle classi sacerdotali cattoliche o sta facendo solo populismo?

  7. marco ha detto:

    errata corrige :-))

    6° il ministro Sacconi si sta pronunciando a favore – cosa sulla quale personalmente concorderei con lui – DELLA FINE dell’obbligatorietà del celibato/nubilato delle classi sacerdotali cattoliche o sta facendo solo populismo?

  8. Raffaella Mauceri ha detto:

    AVETE FATTO CASO COME I COMMENTI MASCHILI SONO COSI’ INDULGENTI E COMPRENSIVI NEI CONFRONTI DELLO STRONZO VESTITO DA MINISTRO?
    Raffaella Mauceri

  9. marco ha detto:

    io sì. Indulgenza cos’è? non dire parolacce o non invitare, per quanto simbolicamente, alla violenza?
    a me non pare di non aver mosso critiche al Ministro, l’ho fatto in altri termini e con un po’ di distinguo, perché altrimenti mi sentirei poco obiettivo e forse un po’ ipocrita. Ho immaginato quella barzelletta in un altro contesto (ho detto che in un contesto istituzionale è fuori luogo secondo me) e onestamente non mi viene in mente la prosecuzione goliardica di un sistema patriarcale. Potrebbe essere anche semplicemente una barzelletta anti-clericale (clero, sia uomini che donne)
    Ovviamente sono un uomo e quindi vedo metà della luna, posso sbagliarmi. Personalmente la mia idea è che analizzare le parole (di uomini e donne…anche le proprie parole) può avere una funzione, ma spinta troppo in là non paga. Mia opinione, poi le donne siete voi, quindi per voi decidete voi. Solo un consiglio (recepibile o no)
    🙂

  10. Dada ha detto:

    Opinioni di donne o di uomini, quello lì è solo un gran lecchino! Altro che “metà della luna”…!
    Un miracolato del ciclo storico insopportabile che stiamo vivendo. Crede di essere il migliore come tutti i suoi compari. Usano sempre lo stesso linguaggio, non ve ne siete accorti? Quando si accendono i riflettori hanno tutti la stessa espressione sul viso. Sono esaltati da un falso concetto di potere: quello apparente. Il loro è una sorta di godimento orgasmico/intellettuale. Sono tronfi di nulla! Ragazze, signore, donne, svegliatevi! Signori uomini, mi rifiuto di credere che questi siano i vostri modelli! Datevi una mossa anche voi per piacere. Niente violenza però. Cominciate a dire di no, ad analizzare veramente i vostri contesti aziendali perché è proprio lì che nascono questi mostri.
    Ora, tanto per ridere. Mi ricordo che alle elementari c’era suor Ludovica. Credetemi, era la copia esatta di Calderoli. Quindi immaginate Calderoli con il velo. Era la responsabile della cassa dell’istituto, il che è tutto dire. Era talmente grassa che le scarpe le si deformavano sotto i piedi e quegli occhi enormi e di ghiaccio, incorniciati dal monociglio, mettevano davvero paura. Arraffava i soldi delle rette scolastiche con un sorriso da film Horror. Ora, vorrei proprio vederlo il ministrucolo Sacconi raccontare quella barzelletta davanti a suor Ludovica e pretendere di considerarla solo un’ironia!
    Un augurio a tutti di buona fortuna.
    Dada

  11. marco ha detto:

    gran lecchino: certo chi sta vicino a Berlusconi applica una visione del tipo cane-gatto-topo, venera verso l’alto e fustiga verso il basso. Una struttura sicuramente gerarchica (come nella milizia per altro chi è in posizione gerarchica inferiore si sacrifica per chi sta sopra, cioè mediaticamente è importante che un’indagato come Papa venga processato, è importante proprio anche per tutelare l’immagine di chi è indagato “più su”)
    …una struttura gerarchica ma accentua una dinamica che non è estranea anche ad altri partiti;
    con Berlusconi il tutto ha preso sin dall’inizio (e mantiene ) una chiave (pesantemente o offensivamente ) personalistica/”carismatica”, in altri magari è burocratica, i partiti della sinistra in questa seconda categoria sono maestri.
    D’altronde va anche detto che di carisma nel centro sinistra non ce n’è molto, quindi non è detto che un po’ di carisma (magari prescindendo dalla componenti sessiste e più autoritarie?) non glielo invidino. Forse Vendola ha carisma, gli altri no…Di pietro ha una sua storia (per altro per certi versi caricaturale, sforzata ) ma non lo definirei carismatico; Grillo? forse simpatico, carisma mi pare altro

    usano sempre lo stesso linguaggio: se il target (società civile, qualcuno la chiamava…) resta uguale (non progredisce … cercate qualche video su youtube di Saverio Tommasi su retroterra leghista, nazirock e il recente report sul convegno a Rimini di Comunione e liberazione…con questo vi interfacciate…), non è necessario cambiare il linguaggio. Marketing docet e nell’uso del marketing il Pdl eccelle

    l’espressione la studiano e non è che non prevedano anche che un tot donne (e un po’ di maschi…di meno? di più? non so…) si incavoleranno. Se non si sta attenti fa loro gioco anzi, anche perché sui media che ad oggi influenzano tuttora buona parte dell’elettorato la ” vostra” (perdonate questo possessivo semplificativo) opinione non ci arriva se non già distorta, tagliata e rimontata

    non sono i miei modelli. Ma questo non vuol dire che a parità di “non adesione a un modello” sia poi facile trovare un modo di procedere o contrastare tali modelli almeno un po’ condiviso da diversi attori della società civile (donne e uomini, diversi per cultura età e, perché no, visione politica…). E questo c’è gente nel parlamento che secondo me lo sa bene…
    con un despota in cima è facile organizzare un gruppo (si procede per comandi), ma tante teste pensanti impiegano molto più tempo (perché ognuna pretende giustamente di preservare un’identità, un’opinione e una dignità)…e loro sanno anche questo.
    Non solo fanno leva proprio su quella % ampia di donne (più ancora che sull’uomo forse) che di idee di emancipazione non ne capisce. Forse il caso Ruby in questo senso è interessante. Sarebbe più facile per una donna che rivendica un diritto o un ascolto trovarsi davanti un uomo: sarebbe più facile dire che non può capire.
    Secondo me loro giocano per muovere contro l’emancipazione … le donne stesse. E’ quanto di più disarmante (poi se le donne sono belle…gli uomini seguono…)

    c’è molta psicologia in questo, non fate questo governo così grossolano. Grossolano sarà nelle parole. E’ 17 anni che a fasi alterne è lì, perché, checché ne dicano a sinistra, il nostro caro Silvio è un raffinato, non dell’animo, ma come “Machiavelli” dovreste iniziare a comprendere che è bravino (lui e il vasto sommerso che – mi permetto di sospettare – ha dietro)

    sicuramente Suor Ludovica sarebbe stata educativa per il ministro, ma lo doveva prendere ancora piccino, poi si diventa più impermeabili all’educazione 😉

    buona fortuna a tutte/i

    m

  12. francesco ha detto:

    Chi si é divertito alla sue triste battuta, inquinando per l’ennesima volta l’etere pubblico, é il giornalista del Servizio Pubblico più indegno che ci sia mai stato in RAI, il sig. Aldo Forbice conduttore di Zapping.
 si veda qui http://www.youtube.com/watch?v=V2NOgYzBjrI


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